(Elezioni 2008) VELTRONI SI ARRENDE: Vincerà Berlusconi…
30 Marzo, 2008

ANSA ROMA – “Ho preso un impegno per fare un grande partito, il Pd, e continuerò ad assolvere l’impegno preso il 14 ottobre con tre milioni e mezzo di persone, lo farò fino a quando non potrà essere superato da una scadenza analoga, fino ad allora ho il dovere etico di continuare a guidare il Pd”. Lo ha detto il leader dei Democratici, Walter Veltroni, replicando a chi gli chiedeva, durante una intervista a Sky tg24, che farà in caso di sconfitta del Partito Democratico alle elezioni. E’ stato “un grosso rischio”, ha aggiunto Veltroni, abbandonare i partiti più radicali in vista delle elezioni, ma penso fosse la cosa giusta.
“Il nostro è un modo nuovo di fare politica e campagna elettorale, rispetto alle parole d’odio invecchiate di quindici anni: si continua a ballare sul Titanic mentre il Paese avrebbe tutte le potenzialità per ripartire”. Così il leader del Pd, Walter Veltroni, incontrando militanti e sostenitori in uno dei gazebi allestiti per il Democratic-Day. Spiegando il significato del ritorno in piazza dei gazebi delle primarie del 14 ottobre, Veltroni ha spiegato che servono “a dare l’ultima spinta” prima del voto, “con lo stesso spirito e la stessa novità del 14 ottobre”.
“Non c’é nessuna possibilità che dopo il voto si crei un governo delle larghe intese”. A ribadirlo è il segretario e candidato premier del Pd, Walter Veltroni, partecipando al D-Day in un gazebo a piazza Fiume. “Non esiste nessuna coalizione – ha detto con forza Veltroni – e non esiste nessun governo delle larghe intese, ma esiste la necessità di fare con le larghe intese le riforme istituzionali”. Il leader del Pd ha di nuovo sottolineato il fatto che “chi vince, anche di un solo voto, governa”, che quello delle larghe intese è un tema che “non esiste” come non c’é nessuna possibilità di “inciucio”: “Ma le riforme – ha concluso – si fanno insieme”.
AVVENIRE: TONI SCONCERTANTI
Il giornale dei vescovi esorta i candidati a concentrarsi sui temi reali e lancia un appello per “restringere l’area dell’astensione”. “Non serve divagare, ideologizzare e gridare di più “, ammonisce il quotidiano. “Meglio cominciare una buona volta – sottolinea – a parlare chiaro”. “Basti pensare – prosegue – che i temi forti sono quasi esclusivamente quelli legati, udite, udite, alla ‘par condicio’ e agli stucchevoli interrogativi intorno al duello tv tra i principali contendenti Silvio Berlusconi e Walter Veltroni”. “Un paio di settimane fa – osserva ‘Avvenire’ – avevano provato a sollecitare da parte di tutti i candidati premier un’operazione trasparente che desse la possibilità a cittadini-elettori di rendersi conto di come si vorrebbe finanziare le detassazioni e gli aumenti pensionistici fatti balenare in programmi e comizi. Inutilmente”
BERLUSCONI: VINCEREMO, NO A LARGHE INTESE
“I sondaggi in nostro possesso ci danno un margine più che tranquillizzante anche al Senato: da 28 a 30 e più senatori. Quindi niente larghe intese, niente grande coalizione, niente di niente. Chi prende più voti, e più seggi, ha il dovere di governare”. In una intervista al Quotidiano nazionale- Il Resto del Carlino, il leader del Pdl Silvio Berlusconi delinea gli scenari del dopo elezioni e rilancia i temi al centro della campagna elettorale
— ALITALIA- “Il mio appello a tutti gli imprenditori ha già impedito la svendita d Air France, come voleva il Governo, che invece ha dovuto prendere atto che la trattativa con la compagnia francese non era l’unica possibile.
— PENSIONI – La nostra proposta prevede un meccanismo di adeguamento al costo della vita per chi dispone di un reddito massimo di mille euro al mese, non certo, come è stato scritto in malafede, di portare il minimo a mille euro al mese, il che comporterebbe un costo per lo Stato di oltre 20 miliardi di euro. Veltroni invece ha promesso la luna ai pensionati, e tuttavia nel programma del Pd la parola pensioni non è neppure citata, forse perchè Veltroni è anche lui un pensionato, un baby pensionato della politica”
— DUELLO IN TV CON VELTRONI – E’ impossibile farlo, a causa della legge sulla par condicio, una legge che la sinistra s’inventò ai tempi di Scalfaro per impedirmi di apparire in tv. Quella legge è ancora in vigore perchè l’Udc non ci consentì di abolirla.
— ECONOMIA – Faremo un piano casa per le giovani coppie; prevediamo sgravi fiscali per le aziende che assumono e meno tasse, così’ faremo ripartire l’Italia.
VELTRONI: LA PARTITA E’ APERTISSIMA, POSSIAMO VINCERE
“Una settimana fa avrei detto che la partita è aperta, adesso dico che la partita è più che mai aperta. Sono assolutamente ottimista. Sono loro che parlano di pareggio”. Il leader del Pd Walter Veltroni, in una intervista all’Unità dal titolo “L’Italia vuole speranza e non paura”, evoca gli ultimi giorni della campagna elettorale di due anni fa, e ne sottolinea le analogie, per quanto riguarda gli elettori indecisi. “Mi sono fatto portare i sondaggi del 2006 a 15 giorni dal voto. Erano proprio come adesso; secondo me, già allora, 15 giorni prima del voto, le cose non stavano come dicevano i sondaggi. Ora come ora posso dire che la situazione, a parti invertite, è molto migliore di allora; ci sono ottime possibilità di vittoria. —. ALITALIA – Sulla vicenda la gente pensa:c’è una grande confusione, c’è una seria trattativa in corso e improvvisamente è arrivata una proposta strumentale e vaga. La vicenda Alitalia spiega la filosofia economica della Destra. I liberali non hanno niente da dire? — IL DOPO ELEZIONI – Chi vince governa e se la situazione fosse di assoluto equilibrio, insieme si devono rapidamente approvare le riforme indispensabili. Se non c’è un sistema governabile, la colpa è della Destra. Anche Casini ha sbagliato. Se avesse rotto allora, invece di farsi mettere alla porta dopo, probabilmente oggi la situazione sarebbe diversa. — SOGLIA DEL SUCCESSO – Il dibattito sulla soglia del successo, al di sotto della quale il gruppo dirigente andrebbe a casa è iniziato su qualche giornale ed è finito. Non ci sono soglie, ci sarà solo da registrare che c’è un partito nuovo, anzi la più grande forza riformista che la storia politica italiana avrà conosciuto — POLEMICA SU VOTO DISGIUNTO – Accordi con la sinistra radicale? Non so cosa parli Berlusconi — MAFIA – La frase detta in Calabria ( mafia, camorra, ‘ndrangheta facciano quello che vogliono ma non votino il Pd, NdR) aspetto che la dicano anche gli altri.
di Yasmin Inangiray
ROMA – Il confrontro televisivo tra Berlusconi e Veltroni continua ad essere uno dei temi ‘caldi’ della campagna elettorale. E se Veltroni si dice disponibile ad un faccia a faccia con il Cavaliere (“Avrei voluto discutere di tutto in un duello tv”, dice il leader del Pd da Brescia) lo sfidante a distanza replica attribuendo la colpa del mancato faccia a faccia alla “divieto” imposto dalle norme della par condicio: “Una legge insulsa”. Una spiegazione, quella di Berlusconi, che non convince affatto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni: “Non c’é alcun divieto – controbatte il ministro del Pd – Berlusconi abbia almeno il coraggio di dire che ha paura”. In assenza del piccolo schermo però il confronto tra i due prosegue a suon di dichiarazioni. Veltroni, pur senza mai nominare il leader del Pdl, critica infatti la scelta dell’ex premier di non partecipare alla trasmissione tv ‘In mezz’orà: “E’ un atto di poca responsabilità”. A gettare benzina sul fuoco ci aveva pensato anche Enrico Mentana, annunciando la partecipazione nella puntata di Matrix dell’ 11 aprile dei leader di Pd e Pdl. In realtà, l’ex direttore del Tg5, pur dicendosi pronto ad ospitare un confronto diretto, precisa che l’annuncio riguardava la presenza, nella stessa puntata di due interviste separate ai due candidati premier. Chi invece ha già deciso che non farà nessuna conferenza finale è il premier uscente Romano Prodi: la scelta è dettata da “una semplice ragione di coerenza”. Il presidente del Consiglio ricorda infatti che due anni fa, quando il premier era Berlusconi “il Governo chiese di fare una conferenza, una trasmissione tv da parte del presidente del Consiglio. Io protestai – dice ancora Prodi – perché non mi sembrava coerente con la parità di condizioni. Stavolta mi sono trovato nella situazione opposta e già un mese fa dissi: non facciamola”. Una scelta che incontra il plauso di Massimo D’Alema e Rosy Bindi mentre, per Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi la scelta del presidente del Consiglio è condizionata da Veltroni: “Si tratta di un atto politico – attacca Bonaiuti – Veltroni non vuole che proprio l’ultimo giorno prima delle elezioni Prodi ricordi con la sua faccia agli italiani quanto è stato disastroso il governo della sinistra”. Convinto che Berlusconi debba affrontare Veltroni è il leader della Lega Nord Umberto Bossi che in un’intervista al Corriere non ha dubbi: il Cavaliere, dice “non dovrebbe rifiutare il confronto con Veltroni” perché aggiunge il Senatur “Berlusconi vincerebbe a mani basse. E’ il più simpatico e quando va in televisione scherza e non parla di politica”. La ‘colpa’ delle difficoltà nell’organizzare un duello tv è invece, secondo il senatore di Forza Italia Renato Schifani, da attribuire “ai limiti della legge sulla par condicio”. Pronto al duello è il candidato premier dei socialisti Enrico Boselli: “In Italia abbiamo più reti televisive che candidati premier, quindi non vedo il problema: perché io non posso sostenere un confronto con Veltroni o con Berlusconi”. Non si tira indietro nemmeno il candidato premier dell’Unione di Centro Pier Ferdinando Casini che pone però un unico paletto: ” Il confronto in Tv lo farei con Berlusconi perché Veltroni è la brutta copia di Berlusconi e io alla copia preferisco l’originale”. Chi non ha dubbi che il duello tv Berlusconi-Veltroni alla fine si farà è l’ex segretario dei Ds Piero Fassino: “Mi pare che in queste ore stiano maturando decisioni per definirne la data e l’ora”, dice Fassino, che definisce il confronto tra i due “non solo auspicabile ma scontato”.
VELTRONI ‘CHIAMA’ VOTO OPERAI: SERVE UN NUOVO PATTO SOCIALE
dell’inviata Chiara Scalise
BRESCIA – Walter Veltroni tenta un’altra impresa ‘impossibile’: andare alla riconquista della classe operaia. Ma non quella che fa fatica a mettere insieme il pranzo e la cena, bensì quella del Nord Est. Quella che fino a ieri aveva uno stipendio invidiabile ma che oggi, con la crisi che aleggia, stenta a arrivare alla quarta settimana, come riconosce il leader del Pd dal Palco della Conferenza operaia di Brescia. Ed è questa la ragione per cui, scandisce fra gli applausi, serve “un nuovo, grande patto sociale”. Il partito democratico vuole tutto fuorché ancorarsi a vecchi schemi ma questo non toglie, spiega Veltroni, che la sua identità resti chiara: è il partito del lavoro. In un mondo, dove lavoratori sono tutti: i colletti blu ma anche, sottolinea, gli impiegati, gli artigiani e i piccoli imprenditori. Una conferenza operaia quindi dove non va in scena il conflitto di classe. Ad ascoltare ci sono i tre leader sindacali (Epifani, Bonanni e Angeletti si intrattengono anche una mezz’ora in privato con il segretario del Pd) ma chi si aspettava attacchi al mondo dei ‘padroni’ ha evidentemente sbagliato indirizzo: l’unico limite, che tutti devono avere a mente – non si stanca di ripetere Veltroni – è il diritto alla sicurezza.
Per il resto, afferma perentorio il candidato premier, via libera anche a 1000 imprese al giorno. E allora sventolano le bandiere, bianche e verdi, e molti si alzano in piedi. Veltroni lo dice chiaro e tondo: l’Italia ha una priorità, si chiama salari. “Aumentare gli stipendi, ma anche le pensioni – dice – è la vera emergenza nazionale”. L’occasione è quella giusta per far sapere che ormai il disegno di legge sul compenso minimo è pronto. E se il Pd dovesse vincere sarà fra i primi provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri. Il messaggio che il leader del Pd vuole inviare è chiaramente di ottimismo: cambiare? Trasformare l’Italia in un Paese normale, dove il merito valga e dove l’ascensore sociale torni a funzionare? Non solo si può fare, ma lo “stiamo già facendo, e lo stiamo facendo – insiste Veltroni – tutti insieme”. Sì perché se la partita delle elezioni è incerta, una sfida è già vinta: “Creare una grande forza riformista”. Non solitaria, ma libera, spiega ancora Veltroni. Il che non vuol dire dimenticare che la competizione è aperta, né che rimontare resta una necessità. E così dal palco di Brescia il leader del Pd non risparmia fendenti al centrodestra: il Pdl è la “continuazione, stanca, di quanto abbiamo già visto nel 2001, nel 2002…fino alla primavera del 2006″. E cosa hanno saputo fare? “Poco, niente”: anzi dopo “l’eroica avventura dell’euro fatta da Prodi non hanno fatto l’unica cosa davvero necessaria: controllare che i prezzi non impazzissero”.
E poi Alitalia, la politica estera tutta da rifare (hanno fatto “un’icona di Bush, unici nel panorama delle destre europee”, afferma sarcastico): l’elenco degli errori è lungo. E allora scatta l’appello: “Gli operai sono persone concrete e sanno che l’esito delle elezioni dipenderà anche dal loro voto. E dal loro voto – conclude il candidato premier – dipende il loro futuro”. La partita è ancora aperta, fa sapere poi in serata da Latina, e la vittoria sbandierata da Berlusconi sulla base dei sondaggi non è reale: “Quelli del 2006 – ricorda – davano l’Unione davanti di sei punti, ma non si sono realizzati”. E il voto degli indecisi, avverte, si sta spostando verso il Pd.
BERLUSCONI A VELTRONI, SCHIZZINOSO SU CRIMINE MA DS NO
dell’inviato Marcello Campo
CATANZARO – “Peccato che 3 anni fa il suo partito non sia stato così schizzinoso…’”. Così Silvio Berlusconi da Catanzaro risponde a brutto muso al leader del Pd, Walter Veltroni, che ieri, a Reggio Calabria, aveva detto che la ‘ndrangheta non deve votare per il Pd. Nel teatro comunale, nel corso di una conferenza stampa piu’ simile però a una manifestazione elettorale, Silvio Berlusconi attacca il centrosinistra, a partire dalla giunta calabrese e quella campana, sul fronte della lotta alla criminalità. “Io non posso che confermare cosa dissi nel ‘94 a Palermo: ogni nostro voto sara’ usato per combattere la mafia. Nessuno è in grado di darci lezioni”. Secondo il Cavaliere, infatti, dopo il voto del 13 e 14 aprile il centrodestra si impegnerà a cancellare “gli emblemi negativi”, rappresentanti dalla giunta di Bassolino e di Loiero. La lotta alla criminalità organizzata, dice, passa anche dalla battaglia degli imprenditori contro il pizzo. E su questo punto un cronista chiede a Berlusconi il suo giudizio sul differente atteggiamento assunto dalla Confindustria siciliana, schierata a fianco di chi non paga, e quella calabrese che protesta contro l’inefficienza dello stato ricordando che loro “non possono essere avamposto della legalità”. “Secondo me – risponde Berlusconi – hanno ragione tutti e due. Perché le imprese possano avere comportamenti coraggiosi é necessario che lo stato stia al loro fianco, cosa che finora non è accaduto”. Sempre in polemica con la giunta calabrese, Berlusconi annuncia che se dovesse andare al governo valuterà l’ipotesi di un suo scioglimento, un’amministrazione che, ricorda: “é per due terzi formata da indagati o inquisiti”. Dopo aver ribadito che la cordata italiana su Alitalia “é ormai nei fatti” e che “non è più affar suo ma la palla è nelle mani degli imprenditori”, Berlusconi parla anche di duello tv: “Quello con Walter Veltroni è un confronto impossibile perché vietato dall’attuale par condicio, una legge insulsa. Se Veltroni concedesse a me tale possibilità, dovrei avere più di 100 confronti con candidati premier”. Ma Berlusconi, sottolinea che certamente non teme Veltroni: “Figuriamoci se ho paura, con Veltroni sarebbe molto facile metterlo a terra. E’ uno di parole, io di fatti”. In un clima di grande calore c’é anche una giornalista di colore di una televisione locale estasiata dal Cavaliere: “Mi conceda di dirle che è bellissimo”. “Cara signora – risponde il Cavaliere – riceverà un mio segno di ringraziamento”. Berlusconi conferma di essere certo della vittoria: “Se tutti gli annunci di avvicinamento fatti da Veltroni – scherza – fossero veri a quest’ora il Pd sarebbe avanti 130 a 100″. I sondaggi, dice più tardi dal palco del comizio di Cosenza, dicono che ha “la vittoria in tasca”. E così può permettersi di scherzare sul suo avversario Veltroni: “Non trattatelo male, gli hanno affidato un compito impossibile”. Sicuro della vittoria, però lancia un’allarme e lo rivolge soprattutto ai mass media: “In tantissimi – dice a Catanzaro – non conoscono gli effetti di questa legge elettorale. I media dovrebbero informare meglio su questo punto, altrimenti potremmo arrivare a risultati che non corrispondono alla reale volontà degli elettori”. Al termine della conferenza stampa-iniziativa elettorale, Berlusconi esce dal teatro circondato da una grande folla che riempie la piazza e lo saluta con grida da stadio. Lui non si sottrae è microfono in mano, improvvisa l’ultimo comizio: “sono convinto che il 13 e 14 aprile l’Italia volterà pagina. In quel caso – conclude tra gli applausi – vi garantisco un’attenzione particolare ai problemi della Calabria, a partire dal ripristino della legalità e dalla riapertura dei cantieri per le strade, le infrastrutture e il ponte, chiusi dalla sinistra”. La giornata elettorale, iniziata in Sicilia e proseguita in Calabria, sta per concludersi col comizio a Cosenza.
CASINI: SENZA PAR CONDICIO SAREMMO IN DITTATURA
ROMA – “Senza la par condicio oggi saremmo già virtualmente in una specie di dittatura della comunicazione politica”. Lo dice Pierferdinando Casini in un’intervista sul nuovo numero del mensile free press Pocket. “Accettarne l’abolizione – prosegue – sarebbe stato il vero marchio d’infamia. Anche se sui limiti dell’applicazione di questa legge tutti gli italiani si sono fatti un’idea guardando ogni sera la tv e la sproporzione della presenza dei partiti maggiori. Ma questo non ci spaventa perché arriveremo agli italiani nonostante Rai e Mediaset”. Dei salotti televisivi che parlano di politica Casini dice: “Io non mi lamento – dice – semplicemente, mi secca non avere il tempo o l’opportunità per articolare la mia proposta. Non vorrei insegnare il mestiere a nessuno, ma ho l’impressione che a volte i giornalisti sottovalutino l’intelligenza degli spettatori, così come certi politici sottovalutino quella degli elettori. Spesso – conclude – in tv si fa gossip politico invece di parlare delle cose serie e delle proposte per tirare fuori l’Italia dalle secche”.
TIFOSO DEL PARMA UCCISO IN AUTOGRILL
30 Marzo, 2008
Rinviata Juventus-Parma, dopo la morte di un tifoso emiliano di 28 anni, Matteo Bagnaresi, travolto da un pullman di juventini e ucciso nell’area di servizio ‘Crocetta’ vicino Torino. Il mezzo era vuoto e l’autista stava facendo manovra quando è avvenuto l’incidente. Secondo le prime notizie prima dell’incidente in cui è morto il giovane, tra le due tifoserie nell’area di servizio al chilometro 48 dell’A21 Piacenza-Torino ci sarebbero stati degli degli ’sfotto”, ma non scontri.
Bagnaresi, viveva a Parma e avrebbe compiuto 28 anni a settembre. Era figlio unico. E’ morto sul colpo ed il suo corpo é ancora sul luogo dell’incidente, coperto da un telo. Nell’area di servizio sono arrivati i genitori del tifoso morto, mentre l’autista è sotto interrogatorio.
L’autista del pullman non si era accorto di avere investito una persona. E’ quanto l’uomo ha raccontato agli agenti della Polizia stradale che l’hanno fermato sulla A21 qualche chilometro ad ovest rispetto all’area di servizio ‘Crocetta Nord’. Il giovane investito è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasferito con l’eliambulanza all’ospedale di Alessandria, dove però è giunto privo di vita.
Sempre secondo informazioni apprese nella città emiliana, l’ autista dopo l’incidente avrebbe percorso un tratto di autostrada, chiamando poi la polizia dopo un paio di chilometri. Subito dopo aver appreso la notizia dell’investimento, il sindaco di Parma Pietro Vignali aveva rivolto un appello per chiedere l’annullamento della partita con la Juventus, esprimendo “cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane e a tutta la tifoseria crociata”, e “in attesa di conoscere l’ esatta dinamica dell’incidente”.
La morte del tifoso del Parma è avvenuta nella stessa giornata di campionato in cui, nel girone di andata, fu ucciso nell’area di servizio Badia al Pino, il tifoso della Lazio Gabriele Sandri.
Sui campi di calcio di Serie A oggi verrà osservato prima delle partite un minuto di raccoglimento in memoria del tifoso del Parma morto questa mattina in un autogrill. La decisione è stata presa dalla federcalcio d’intesa con la Lega professionisti. (ANSA)
TORNA L’ORA LEGALE: Ecco cosa fare…
29 Marzo, 2008
Stanotte quando saranno le ore 2.00 AM dovremo spostare le lancette dell’orologio un’ora avanti ovvero alle 3.00 AM.
Domani mattina dormiremo un’ora in meno ma guadagneremo un’ora di luce in più che ci farà risparmiare parecchi soldi di energia elettrica.
BROGLI ELETTORALI: ARRESTATI 2 PRESIDENTI DI SEGGIO A PALERMO
29 Marzo, 2008DUE Presidenti di seggio accusati di aver falsificato 580 schede per favorire una lista che appoggiava Cammarata

PALERMO – Sono accusati di brogli elettorali. Per questo, due presidenti di seggio sono stati arrestati a Palermo. I provvedimenti, disposti dal gip Maria Pino su richiesta del pm Maria Forti, sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato che ha condotto l’indagine. I brogli elettorali fanno riferimento alle passate elezioni amministrative del maggio 2007.
SCHEDE FALSIFICATE – I due presidenti di seggio avrebbero favorito, con la falsificazione di 580 schede, una lista che appoggiava il sindaco Diego Cammarata (centrodestra). In particolare, secondo l’accusa, sarebbero state falsificate schede per favorire un consigliere comunale uscente e un candidato per la circoscrizione. Il consigliere comunale alla fine non è stato eletto, mentre il candidato della circoscrizione è riuscito a farcela. Le due sezioni in cui la polizia, coordinata al pm Maria Forti, ha riscontrato i brogli elettorali sono la numero 470 e la 19. In entrambi i seggi sono risultate più di 200 schede oltre i votanti iscritti e secondo l’analisi degli investigatori le preferenze espresse per l’ex consigliere comunale sarebbero tutte fatte dalla stessa persona. Il dato emerge dalla perizia calligrafica.
Tratto dal Corriere della Sera
VELTRONI vs. BERLUSCONI, lo scontro sarà da MATRIX !!!
29 Marzo, 2008 
L’atteso scontro televisivo tra Veltroni e Berlusconi ci sarà!
Venerdì 11 Aprile su canale 5, una puntata speciale di MATRIX… Lo annunciato ieri sera lo stesso Mentana in tv. Lo scontro avverrà quindi in extremis a pochi minuti dal silenzio elettorale imposto per legge….
27 Marzo, 2008

La quarta corte d’Appello di Milano ha condannato Vanna Marchi a 9 anni e sei mesi di reclusione e la figlia Stefania Nobile a 9 anni. Per il sedicente mago Mario do Nascimento la pena è di un mese e venti giorni, in aggiunta alla sentenza definitiva a 4 anni. Le accuse per tutti sono di truffa e associazione per delinquere. In primo grado, la Marchi e la figlia erano state condannate a 12 anni in due processi distinti.
“La riduzione di pena doveva essere maggiore visto che i fatti sono stati riqualificati”, è il commento a caldo di Liborio Cataliotti, difensore di Vanna Marchi e Stefania Nobili, dopo la lettura della sentenza d’appello che le ha condannate rispettivamente a 9 anni e 6 mesi e 9 anni e 4 mesi di reclusione (in primo grado, sommando due verdetti, erano state condannate a 12 anni e 4 mesi).
Calcolando che la Corte ha annullato una serie di aggravanti “mi aspettavo – ha aggiunto il legale – una pena inferiore ai 7 anni”. Per tutti gli imputati la corte ha escluso l’aggravante dei motivi abbietti e futili, quella del pericolo immaginario in relazione a 5 truffe, e quella del danno di ingente rilevanza patrimoniale per altri sei casi.
da TGCOM.it
Berlusconi: questa RAI è in mano ai comunisti…
27 Marzo, 2008
Il Pd “è l’ultima mimetizzazione dei comunisti italiani”. Lo ha detto a Roma Silvio Berlusconi, che precisa: “Vedo che è ripreso l’antiberlusconismo”. Poi torna sull’annullamento di “Porta a porta” che prevedeva la sua presenza: “La par condicio non c’entra niente. C’entra un atto violento da parte di Veltroni”, ha rincarato. Infine un riferimento alle prossime elezioni: “Anche i sondaggi più negativi ci danno sette punti e mezzo sopra”.
Prima di partecipare ad una riunione di Confcommercio Silvio Berlusconi si intrattiene con la stampa. E’ l’occasioe per toccare i temi “caldi” del momento. La par condicio, la Rai e naturalmente Alitalia.
PAR CONDICIO
”La par condicio – ha aggiunto Berlusconi riferendosi alla sua mancata partecipazione a Porta a Porta - non c’entra niente, c’entra un atto inaccettabile da parte di Veltroni che ha detto: ‘Non voglio andare a rispondere ai giornalisti’ ”. Il leader del Pd, ha proseguito, Berlusconi, ”è stanco e lo capisco ma il fatto che lui non voglia andare non significa che il leader dell’opposizione non possa andare in televisione. Si tratta di una violenza inaccettabile”.
RAI
La Rai è “dominata dalla sinistra estrema”, dice Silvio Berlusconi, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla mancatapartecipazione a ‘Porta a Porta’. “Gli italiani devono sapere – ha proseguito – che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. Ecco perché – ha aggiunto – bisogna andare a votare per la libertà e per il Popolo delle libertà per riportare l’Italia in Europa e in occidente e non subire il condizionamento di un partito radicato nella sinistra estrema”.
IL PENSIONATO VELTRONI
“Veltroni, a forza di andare sul pullman con tutte le correnti d’aria bisogna anche capirlo, povero ragazzo. Poi è un pensionato e i pensionati devono stare attenti a quel che fanno, non gli imprenditori che hanno una fibra molto piu forte”. E’ la frecciata che Silvio Berlusconi indirizza al leader del Pd.
ALITALIA
La gestione della vicenda Alitalia daparte del governo è stata “imperdonabile”. Secondo il leader del Pdl “si è dimostrata ancora una volta l’incapacità di questo governo di affrontare situazioni importanti e delicate”. Secondo il leader del Pdl “aver aperto una trattativa con un solo soggetto, Air France, in costanza della presenza in borsa di Alitalia, è qualcosa diimperdonabile”.
CONTRO DI PIETRO
Silvio Berlusconi torna ad attaccare il partito di Antonio Di Pietro. il leader del Pdl, parlando dei suoi avversari, sottolinea ”la mostruosità del partito dei valori” facendo con la dita il gesto che indica il denaro. ”Mi fa orrore – ha ribadito – chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente cosi”’. E, ricordando che l’Italia Dei Valori è alleata del Partito Democratico, ha attaccato anche il partito di Veltroni: ”Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro”.
La replica di Cappon (direttore generale Rai)
“La Direzione Generale non ha preso alcuna decisione riguardo alla presenza dell’On. Silvio Berlusconi a “Porta a Porta”. E’ accaduto invece che il Comitato consultivo sulla programmazione elettorale (erano presenti il Vicedirettore Generale, il Direttore degli Affari Legali, il Direttore di Comunicazione e Relazioni Esterne, il Direttore delle Relazioni Istituzionali e un vicedirettore di RaiParlamento) ha constatato che nelle ultime due settimane di campagna elettorale vi sarebbe stato uno squilibrio significativo nelle presenze tra i due principali candidati premier all’interno della trasmissione Porta a Porta”. Cappon ricorda quindi che, “come ha spiegato lo stesso presidente Petruccioli in una lettera al presidente della commissione parlamentare di Vigilanza, Mario Landolfi”, nelle quattro trasmissioni dell’ultima settimana prima del voto, da lunedì 7 a giovedì 10 aprile, la trasmissione di Bruno Vespa ospiterà nell’ordine Bertinotti, Casini, Veltroni e Berlusconi. “Esaminando i palinsesti da qui al giorno del voto, il Comitato ha constatato – aggiunge Cappon nella risposta a Petroni – che, oltre a quelle ricordate, “Porta a Porta” prevedeva per il 27 marzo una ulteriore presenza dell’onorevole Berlusconi. Verificato altresì che le presenze di Berlusconi e Veltroni a “Porta a Porta” sono fino a questo momento in equilibrio, si è fatto notare che, negli ultimi dieci giorni di campagna elettorale, una presenza di uno dei candidati alla presidenza del Consiglio doppia rispetto al suo principale concorrente, non trova alcuna motivazione”.
Tratto da TGCOM.it

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