IL “PIZZO” dei COMUNI, e la “CASTA” dei sindaci…

3 Marzo, 2008

Ztl

IL COMUNE DI PALERMO CHIEDE IL PIZZO COME LA MAFIA:

Dal 5 Maggio 2008 ogni automobile dovrà pagare 15 EURO all’anno per circolare dentro le ZTL…

E ORA BASTA! I sindaci d’Italia ormai sono diventati UNA CASTA nella CASTA del politici… Con la scusa del federalismo fiscale fanno a gara per chi mette più tasse. Il comune di Palermo è da qualche anno ormai che invece di mettere tasse, stabilisce dei veri e propri PIZZI autorizzati dalla legge. IL PIZZO FA SCHIFO sia se lo chiede la MAFIA sia se lo chiede il comune di PALERMO… Ora sono diventati tutti ecologisti i sindaci d’Italia, con la scusa dell’ecologismo e della lotta allo smog mettono tasse sopra tasse. Si impedisce persino la libera circolazione dei cittadini negli spazi pubblici come le strade di una città. I comuni si mettono a “VENDERE” i posti auto a bordo strada come se fossero proprietà privata del comune… Il pagamento del PIZZO BLU viene tutelato ogni giorno dai BRAVI DI DON RODRIGO vestiti da ausiliari del traffico… ORA VENIAMO PRIVATI ANCHE DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE IN CITTA’… Io devo pagare un pizzo di 15 euro per ogni automobile se voglio circolare in città, anche se la mia macchina è un EURO 4, ma siamo matti ?!? Abbiamo superato veramente ogni limite. Il problema è che qualunque sia il colore politico del sindaco ormai è sempre lo stesso, sul tema del pizzo comunale, dei varchi controllati e del noleggio dei posti auto a bordo strada, tutti i sindaci sono uguali, a ora di soldi la CASTA nella CASTA è unita e compatta.

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Elezioni 2008: 177 SIMBOLI DEPOSITATI! Deciderà il Viminale…

3 Marzo, 2008

Elezioni, depositati 177 simboli

Il Viminale ne deciderà l’ammissibilità

Si è conclusa la corsa al Viminale per depositare i simboli elettorali e poter partecipare alle prossime elezioni politiche. In tutto sono 177, sette in più del 2006. La parola ora passa al ministero dell’Interno che dovrà esaminarli e dichiararne l’inammissibilità entro 48 ore. Numerosi i nomi singolari come la  Lista del GRILLO – NO EURO, il Partito Impotenti Esistenziali e No monnezza in Campania – Partito animalisti ambientalista. I 177 simboli sono esposti in sei bacheche: tra di loro anche quelli dei partiti tradizionali e delle principali coalizioni; molti infatti i partiti che, pur facendo parte di una coalizione, hanno depositato il proprio simbolo per evitare imitazioni tra loro il Prc, i Verdi, i Comunisti italiani, Forza Italia e i radicali. Non c’è l’Unione.
Fantasia al potere
Molti i simboli che lasciano decisamente spazio all’inventiva. Tra i più singolari No monnezza in Campania – Partito animalisti ambientalista, il Partito Impotenti Esistenziali del dottor Cirillo, Zarlenga Omnia che su sfondo blu rappresenta il mondo con sparsi qua e là palloni di calcio, Casinò Centro Italia con il tappeto da roulette e Lista del grillo – no euro, una confederazione di tanti piccoli partiti che si ispira al Beppe Grillo-pensiero. Tre sono dedicati alla casta: si chiamano Casta contro e sono stati presentati da Mario Nicoletti; il simbolo di Carmine Abagnale Non remare contro raffigura un’onda che si alza. Tre rappresentano gli italiani in sud d’America: quello di Luigi Pallaro, Paladini d’Italia con crociato che issa su una spada sguainata il tricolore e L.I.R.A., libertà, indipendenza, rispetto, amore con bilancia e tricolore.

Dal Pd al PDD
La lista di Stefania Ariosto si chiama PDD (partito delle donne), raffigura una rosa al centro con la scritta ”in nome delle donne”, che rivisita il titolo del libro di Umberto Eco, ”In nome della rosa”. Il segretario della Democrazia Cristiana, Angelo Sandri, ha depositato il simbolo del suo partito e ha fatto sapere di aver denunciato Giuseppe Pizza per truffa aggravata: il contrassegno di Democrazia Cristiana di Sandri e quello della Dc di Pizza sono infatti molto simili. C’e' poi chi gioca con il nome di Veltroni come il simbolo Veltro nuova alba e la sagoma della testa di un cane. Diverse infine le liste con falce e martello. L’ultimo simbolo in ordine di presentazione si chiama Italia Popolare ed è quello originale dei Popolari. Candidato premier è Antonio Di Dio, che ci tiene molto a ricordare che il simbolo è quello che c’era all’epoca di Gerardo Bianco. Dopo la decisione del Viminale sull’ammissibilità dei simboli, l’ultima parola in caso di contestazioni spetterà alla Cassazione. Tra l’8 e il 10 marzo sarà poi possibile depositare le liste dei candidati.


Berlusconi: pericoloso votare per i “nanetti” del centro destra…

3 Marzo, 2008

A Torino un Berlusconi lanciato come un razzo contro gli ex alleati del centro destra che ora corrono da soli contro di lui e gli fanno concorrenza. Critico con l’Udc, che comunque non riuscirà ad arrivare in Parlamento, e molto duro con gli esponenti della sinistra che, come dimostra il caso di Antonio Bassolino, sono talmente “attaccati al potere” da non dimettersi nemmeno davanti alla “tragedia” dei rifiuti in Campania. Silvio Berlusconi mantiene alta la temperatura della campagna elettorale. E mentre prosegue a Torino il suo tour fra i gazebo del Popolo della Libertà, subisce i pesanti affondi di ex-alleati e degli alleati mancati. Così, Clemente Mastella – dopo essere stato scaricato dal Cavaliere – lo accusa di avergli voltato le spalle per il veto di An e Lega e minaccia: “La Campania non ti voterà”.  E Pier Ferdinando Casini gli replica ironico: “Evidentemente ha paura che il nostro progetto decolli”. La giornata è calda e il Cavaliere ne approfitta per aprire così il comizio nel capoluogo piemontese: “Oggi a Torino sembra già primavera e spero che il 13-14 aprile sia per tutti una nuova primavera di libertà”, dice ai sostenitori (3 mila per le forze dell’ordine, 10mila per gli organizzatori) che affollano la centralissima Piazza Castello.


VELTRONI: Meglio solo, ma anche accompagnato…

3 Marzo, 2008
3 MARZO 2008 - di Ambrogio Crespi – Come negare che la partenza della campagna elettorale di Walter Veltroni è stata entusiasmante, piena di idee, chiara, luminosa, capace di generare speranza con forza e buon senso, le sue parole arrivavano dritte ed erano potenti, tutta la comunicazione vibrante e convincente: andiamo da soli per non ripetere gli errori del passato, uniti per costruire un Paese nuovo e non contro qualcuno. Mi aveva convinto, e l’ho anche scritto senza pudori.

 Ma il sogno è durato poco, ed ecco prima arrivare l’incomprensibile accordo con Di Pietro, forse Veltroni pensava di blandire i “grillini” ma lo stesso Grillo ha scaricato l’ex PM, quindi si è trattato di un accordo che cede su valori e qualità in cambio di niente, perchè alla fine secondo me sono più i voti che fa perdere che non quelli che riesce a portare con la sua lista.

Ma non basta è arrivato anche il turno dei Radicali, una triste e penosa trattativa economica che ha visto i valori soccombere, venduti o comprati o solamente affittati. Anche qui il risultato è di quelli che non convincono, per portarsi a casa i voti radicali si è pagato un prezzo altissimo in credibilità, le liti tra i Radicali e la Binnetti o la Bindi sono cose del passato ma che minano la credibilità di un futuro differente. Alla fine da solo Veltroni non ci è andato di certo, a parte la Sinistra Arcobaleno, l’unica fermezza si è manifestata sui Socialisti, curioso ed incomprensibile meccanismo che lascia un pò stupiti. Come stupiti lascia la spregiudicatezza dei programmi, l’incapacità di trovare una linea propria e la dinamiche con cui sta selezionando i candidati. Il vecchio oncologo è idoneo anche se vecchio, ma il vecchio politico non è idoneo perchè è vecchio, ipocrisia, come quella messa in campo per l’amico Bassolino, di cui non ha avuto il coraggio di chiedere le dimissioni e si è vilmente affidato alla coscienza del Governatore della Campania, una vergogna che non potrà essere nascosta ai cittadini napoletani quando il suo pullman passerà da Napoli senza poter posteggiare perchè ancora oggi quella città è seppellita dalla monnezza.

Ma Veltroni è troppo preso dal rispettare il suo amico Bassolino per poter dare rispetto e giustizia ai campani.

Queste sono solo alcune considerazioni, generali, forse sommarie ma non certo animate da pregiudizio, perchè Veltroni a me piace molto “ma mi ha anche” ha deluso tanto, perchè alla fine i due opposti (Veltroni e Berlusconi ovviamente) si assomigliano sempre di più, nelle modalità con cui si muovono, nei programmi e nel futuro che prospettano per questo Paese. Ambrogio Crespi.
Tratto da ClandestinoWeb