A Torino un Berlusconi lanciato come un razzo contro gli ex alleati del centro destra che ora corrono da soli contro di lui e gli fanno concorrenza. Critico con l’Udc, che comunque non riuscirà ad arrivare in Parlamento, e molto duro con gli esponenti della sinistra che, come dimostra il caso di Antonio Bassolino, sono talmente “attaccati al potere” da non dimettersi nemmeno davanti alla “tragedia” dei rifiuti in Campania. Silvio Berlusconi mantiene alta la temperatura della campagna elettorale. E mentre prosegue a Torino il suo tour fra i gazebo del Popolo della Libertà, subisce i pesanti affondi di ex-alleati e degli alleati mancati. Così, Clemente Mastella – dopo essere stato scaricato dal Cavaliere – lo accusa di avergli voltato le spalle per il veto di An e Lega e minaccia: “La Campania non ti voterà”. E Pier Ferdinando Casini gli replica ironico: “Evidentemente ha paura che il nostro progetto decolli”. La giornata è calda e il Cavaliere ne approfitta per aprire così il comizio nel capoluogo piemontese: “Oggi a Torino sembra già primavera e spero che il 13-14 aprile sia per tutti una nuova primavera di libertà”, dice ai sostenitori (3 mila per le forze dell’ordine, 10mila per gli organizzatori) che affollano la centralissima Piazza Castello.
















