Ma il sogno è durato poco, ed ecco prima arrivare l’incomprensibile accordo con Di Pietro, forse Veltroni pensava di blandire i “grillini” ma lo stesso Grillo ha scaricato l’ex PM, quindi si è trattato di un accordo che cede su valori e qualità in cambio di niente, perchè alla fine secondo me sono più i voti che fa perdere che non quelli che riesce a portare con la sua lista.
Ma non basta è arrivato anche il turno dei Radicali, una triste e penosa trattativa economica che ha visto i valori soccombere, venduti o comprati o solamente affittati. Anche qui il risultato è di quelli che non convincono, per portarsi a casa i voti radicali si è pagato un prezzo altissimo in credibilità, le liti tra i Radicali e la Binnetti o la Bindi sono cose del passato ma che minano la credibilità di un futuro differente. Alla fine da solo Veltroni non ci è andato di certo, a parte la Sinistra Arcobaleno, l’unica fermezza si è manifestata sui Socialisti, curioso ed incomprensibile meccanismo che lascia un pò stupiti. Come stupiti lascia la spregiudicatezza dei programmi, l’incapacità di trovare una linea propria e la dinamiche con cui sta selezionando i candidati. Il vecchio oncologo è idoneo anche se vecchio, ma il vecchio politico non è idoneo perchè è vecchio, ipocrisia, come quella messa in campo per l’amico Bassolino, di cui non ha avuto il coraggio di chiedere le dimissioni e si è vilmente affidato alla coscienza del Governatore della Campania, una vergogna che non potrà essere nascosta ai cittadini napoletani quando il suo pullman passerà da Napoli senza poter posteggiare perchè ancora oggi quella città è seppellita dalla monnezza.
Ma Veltroni è troppo preso dal rispettare il suo amico Bassolino per poter dare rispetto e giustizia ai campani.
















