Elezioni – Ecco tutti i simboli che troveremo nella scheda

10 Marzo, 2008

Elezioni 2008: Vicini al pareggio…

10 Marzo, 2008

10 MARZO. – Dal sontaggio IPR Marketing effettuato per Repubblica.it, emergono le differenze delle due coalizioni tra i voti alla Camera e quelli al Senato. Se, infatti, alla Camera il distacco tra Pdl e Pd è di 7 punti, le cose cambiano per il Senato il distacco scende al 4,7%.

L’incertezza sui seggi dei senatori nasce dalla particolarità della legge elettorale, che attribuisce premi di maggioranza su base regionale ed è rafforzata dai dati dell’ultimo sondaggio d per Repubblica.it sulle intenzioni di voto.

La distanza tra i due schieramenti maggiori, infatti, diminuisce se si confrontano le rilevazioni realative alla camera con quelle del Senato per il quale, per votare bisogna avere 25 anni.

La differenza è di oltre due punti percentuali: 2,3%. E oltre a dire che la partita tra Berlusconi e Veltroni è più che aperta, offre interessanti spunti di riflessione su come si orienta il voto giovanile.

Se si prende in esame il solo dato della Camera, si vede come il distacco tra Pdl e Pd è di 7 punti: 43,5% contro il 36,5. Ma nel passaggio da Montecitorio a Palazzo Madama le cose cambiano: il Pdl perde un punto percentuale, compensato solo in parte da un aumento della Lega dello 0,5%; l’altra formazione apparentata con il Popolo delle Libertà, l’Mpa di Lombardo, cede uno 0,3%; nel campo avverso, il Partito democratico guadagna un punto; L’Italia dei valori di Antonio Di Pietro aumenta di uno 0,5%. Il risultato produce quel 2,3% di forbice che riduce la distanza tra i due Poli da 7 punti secchi a 4,7. Un distacco colmabile, soprattutto se si pensa che la Lega, da sola capace di portare a Berlusconi il 5%, è presente solo al Nord.

I dati del sondaggio evidenziano una tendenza del voto dei ventenni: più orientati a destra che a sinistra e, più orientati a polarizzare il loro voto nell’ambito della offerta elettorale.

Gli indecisi, diminuiscono di un punto percentuale tra quelli che hanno più di 25.  (mps)


BOSELLI CORTEGGIA PANNELLA…

10 Marzo, 2008

 

10 mar.I socialisti in Italia ci sono da 116 anni. Questa la risposta che il leader dei Socialiti, Enrico Boselli, da’ al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che commentando i risultati elettorali in Spagna e Francia aveva affermato che “in Italia di formazioni socialiste non ce ne sono”.

“Bertinotti dovrebbe essere rosso di vergogna – dice Boselli ai microfoni del Tg 5 – in Italia un partito socialista c’e’ da 116 anni e correra’ alle prossime elezioni politiche con un proprio simbolo e un proprio candidato premier”. Boselli risponde anche a Piero Fassino, che aveva giudicato “incomprensibile” il no di Boselli alla proposta di aderire alle liste del Pd. “Quello che e’ davvero incomprensibile – ribatte Boselli – e’ che il Pd abbia scelto Di Pietro e non i socialisti. Questo continuare a falsificare la realta’ dei fatti deve finire.

In merito alla possibile candidatura di Pannella Bpselli risponde: “Si’ alla possibilita’ di candidarsi nelle liste dei socialisti, ma senza un accordo organico che sarebbe “incompatibile” dopo quello stipulato con il Pd. 

Pannella mi ha proposto un bizzarro accordo politico per le elezioni – si legge in una nota di Boselli – Se non abbiamo ritenuto possibile discuterne e’ stato perche’ ci sembrava del tutto incompatibile con quello che i radicali hanno gia’ sottoscritto col Partito democratico”.

“Ovviamente, come abbiamo gia’ fatto con Mastella – spiega Boselli – possiamo proporre a Marco Pannella e agli altri compagni radicali che sono stati scartati da Veltroni, di presentarsi nelle nostre liste per garantire quel diritto di tribuna che consideriamo essenziale in una democrazia davvero liberale”. 


LISTE: LA BRAMBILLA TIENE IL PDL PER LE PALLE…

10 Marzo, 2008

10 MAR. - Sono definitivamente chiuse le liste in quota Forza Italia del PdL. Poche le novità rispetto ai nomi usciti in questi giorni: confermati Roberto Speciale (ex generale della Guardia di Finanza), Maurizio Scelli, Daniele Toto, nipote del patron di AirOne, Santo Versace e Renato Farina.

Cinque i posti assegnati ai Circoli della Libertà di Michela Brambilla, in posizione sicura per essere eletti. Tra gli esclusi il senatore Alfredo Biondi, Lino Jannuzzi e Egidio Sterpa.

Michela Vittoria Brambilla sarà “testa di serie” in Emilia Romagna alla Camera, ovvero prima alle spalle di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, che sono in tutte le regioni i numeri uno e due per Montecitorio.

Voci a lei vicine confermano che ci sarebbero almeno dieci dei suoi in posizioni ”certe”, oltre ad altri cinque di Fi ”vicini” ai Circoli della Libertà.

”Dieci nomi? No, quelli sicuri sono cinque”, replicano però fonti parlamentari di Fi.

Solo martedì, quando saranno rese pubbliche tutte le candidature, si saprà chi ha ragione.

Confermata la presenza di Roberto Speciale, Giuseppe Ciarrapico, Maurizio Scelli, Daniele Toto, Santo Versace, Barbara Contini, Diana De Feo, Giuliano Cazzola; Renato Farina, Giancarlo Mazzucca, Fiamma Nirenstein, Lella Golfo, Manuela Di Centa, Ettore Riello, Giovanni Mottola.

Confermato anche il capo ufficio stampa di Fi, Luca D’Alessandro e l’ex capo della segreteria del ministro Giulio Tremonti, Marco Milanesi. In posizione ‘’sicura” anche Licia Ronzulli, fisioterapista di Silvio Berlusconi, e Gabriella Giammanco, giornalista del Tg4 .

Mara Carfagna sarà testa di serie in “Campania2″, Franco Frattini in Friuli e Lamberto Dini solo terzo al Senato, nel Lazio, alle spalle di Marcello Pera e di Maurizio Gasparri. Maurizio Scelli sarà testa di serie in Abruzzo alla Camera, Domenico Viceconte capolista al Senato in Basilicata, Stefano Caldoro e Alessandra Mussolini saranno rispettivamente i numeri tre e quattro in Campania; Carlo Giovanardi capolista in Senato in Emilia Romagna. Fabrizio Cicchitto sarà il numero quattro dopo Gianni Alemanno (An) in “Lazio 1″, mentre nel Lazio 2 il testa di lista sarà l’azzurro Rocco Crimi e al numero quattro compare Giorgia Meloni.
Una quarantina gli uscenti che non saranno ricandidati: alcuni di questi hanno ”rinunciato”, mentre altri sono stati esclusi per un ”necessario rinnovamento”.

Fra i parlamentari esclusi dalle liste ci sono sicuramente i senatori Alfredo Biondi, Lino Jannuzzi e Egidio Sterpa. Fuori anche Antonio Martuscello e Dario Rivolta. Potrebbe invece farcela il senatore di An Nino Strano su cui proprio Forza Italia aveva posto il veto. Stessa situazione per un altro senatore di An, Domenico Gramazio.

Per quanto riguarda i piccoli partiti confluiti nel Pdl, sono 25 i posti sicuri loro assegnati. Fra questi, quattro per i Liberal Democratici di Lamberto Dini (lui compreso). Confermati tutti gli uscenti (quattro) della Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi più alcuni considerati ”border line”. Tre i candidati certi di Carlo Giovanardi, più uno considerato ”possibile”.

Un solo nome in lista, oltre al suo, per Alessandra Mussolini. E solamente Sergio De Gregorio per il Movimento Italiani nel Mondo, più un candidato in posizione ”incerta”. Due, infine, i posti per il movimento dei pensionati. (Tgcom)