CITTADINANZA ITALIANA CEDESI…

10 Luglio, 2008

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CITTADINANZA ITALIANA CEDESI

 

La Costituzione italiana che è la base di tutte le leggi del nostro paese inizia con una serie di bugie grosse quanto una casa:

Art. 1: L’Italia è un paese fondato sul lavoro …

Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo …

Art. 3: E’ compito della Repubblica italiana rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono la libertà ed il pieno sviluppo della persona umana …

Art. 4: La Repubblica riconosce a TUTTI i cittadini il DIRITTO AL LAVORO e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto …

In Italia ormai trovare un lavoro degno di essere chiamato tale è diventato praticamente impossibile, e non mi riferisco a quei lavori detti “sicuri” o ai famosi posti fissi statali, non è consentito trovare nemmeno  un semplice posto presso un privato che ti riconosca un normale stipendio con un contratto di lavoro … Un posto pubblico è diventato raro ma ancora c’è ed è blindatissimo, riservato ormai solamente a raccomandati porporati, la semplice raccomandazione non basta più. Nel settore privato, specialmente nel sud Italia, spadroneggia ormai lo sfruttamento più totale, con lo stipendio di un lavoratore ce ne pagano 3 o 4, il 90% delle commesse lavora senza un contratto o prende una cifra diversa da quella che vi è scritta, lavora per 48 ore settimanali e prende meno di 500 euro al mese. Le ultime leggi in materia lavorativa, a partire dal pacchetto Treu fino alla legge Biagi hanno poi ucciso definitivamente ogni speranza di un lavoro ed un futuro stabile, si è dato anzi modo all’immenso sottobosco del privato di legalizzare lo sfruttamento … Quale è quindi IL LAVORO su cui è fondata la nostra Repubblica? Dove è finita quella Repubblica che garantisce i diritti individuali dell’uomo? Un uomo senza lavoro non è nemmeno un uomo totalmente libero, e la libertà come il lavoro non sono forse diritti fondamentali in questo paese?

L’articolo 3 dice che è compito della Repubblica RIMUOVERE gli ostacoli economici e sociali che impediscono lo sviluppo della persona umana, questo sulla carta ma nella realtà è così? ASSOLUTAMENTE NO, lo stato non fa nulla per rimuovere quegli ostacoli. A cosa serve riconoscere a tutti un diritto come quello al lavoro se poi nei fatti non si fa nulla per creare le condizioni per usufruirne? Anche il quarto articolo come vedete se ne va a farsi benedire … Se solo si mandassero per le strade un numero serio di ispettori del lavoro che facessero il proprio lavoro in modo serio e meticoloso, specialmente nel sud Italia, si eviterebbe tanto sfruttamento ed illegalità che limitano per forza di cose la stabilità e la dignità economica del lavoro…

Nemmeno mettersi in proprio e cercare di rendersi autonomi con una piccola attività imprenditoriale è facile, anzi è difficilissimo, ma non per l’incertezza del mercato bensì per la quantità enorme di burocrazia e pressione fiscale a cui si va incontro. Non serve a nessuno che sia facile aprire una partita IVA in 10 minuti se poi una volta che l’hai aperta diventa un inferno gestirla e mantenerla…

Quando apri una partita IVA paghi tasse anche se non guadagni nulla e la gestione della contabilità è così complicata che ti obbligano a farti seguire da un professionista che ovviamente vorrà altri soldi… Le tasse vanno senz’altro pagate, ma almeno rendete semplice e snello il sistema fiscale per le giovani imprese che già hanno i rischi del mercato. La parola d’ordine è SEMPLIFICARE, tanto guadagni ed in funzione di quello paghi le tue tasse, PUNTO … Per aprire un’attività indipendente, senza andarsi ad imbarcare in società complesse, ma anche per ditte individuali è un vero calvario burocratico, dove se sbagli una virgola sei fregato, si perchè in Italia sono sempre pronti a fregare il povero disgraziato che sbaglia per ignoranza, ma i grandi evasori o gli evasori totali se la spassano alla grande comprando magari due SUV e denunciandoli come auto aziendali …

Se a tutto questo sommiamo il forte clima diffuso del clientelismo politico e della raccomandazione di bassa lega anche per un impiego precario se pur pubblico allora siamo veramente alla frutta…

Questo NON è un paese veramente democratico e NON è un paese veramente libero.

Per tutti i motivi di cui sopra (che sono solo quelli che riguardano il mondo del lavoro) e per tanti altri motivi, ho preso in seria considerazione la possibilità, anche se solo in maniera provocatoria, di CHIEDERE ASILO POLITICO ad un paese straniero poichè nel mio paese mi è impedito di godere di un diritto fondamentale come quello del LAVORO e quindi della libertà di sviluppo individuale.  CEDO PROVOCATORIAMENTE LA MIA CITTADINANZA ITALIANA di cui ormai mi VERGOGNO SOLAMENTE e chiedo asilo politico ad un altro paese di certo più civile dell’Italia. Pronto a fuggire da subito!