Elezioni Sicilia: Al PDL 8 provincie su 8…

17 Giugno, 2008

elez1.jpg

 

TG COM - Il centrodestra ha conquistato tutte e otto le Province siciliane in cui si è votato espugnando le roccaforti “rosse” di Enna, Caltanissetta e Siracusa. I candidati Pdl-Udc e Mpa a scrutinio concluso hanno ottenuto vittorie schiaccianti, anche oltre il 70%. A Palermo Giovanni Avanti ottiene il 72,30%, a Catania Giuseppe Castiglione (Pdl-Udc-Mpa) il 77,62%, a Messina Nanni Ricevuto il 76,01%, a Trapani Mimmo Turano il 65,79%.

Ad Agrigento Eugenio D’Orsi ha vinto con il 67,88%. A Siracusa Nicola Bono ha chiuso a quota 68,55% . Giuseppe Monaco (Pdl-Udc-Mpa) ha vinto a Enna col 53,87% e Giuseppe Federico a Caltanissetta con il 63,50%.

Il centrodestra si appresta a conquistare anche gli unici tre comuni capoluogo della Sicilia dove si è votato per il rinnovo di sindaci e consigli comunali: Messina, Siracusa e Catania. A Messina Giuseppe Buzzanca (Pdl e Udc e altre nove liste) ha ben 13 punti di vantaggio sul principale avversario, il candidato del centrosinistra e segretario regionale del Pd Francantonio Genovese. Quando sono state scrutinate 157 sezioni su 254, Buzzanca è a quota 51,37% contro il 30,4% di Genovese. La sfida tra ex sindaci, dunque, sembra appannaggio di Buzzanca che nel 2003 fu costretto a dimettersi dopo il rinvio a giudizio (poi la condanna) per peculato d’uso, con l’accusa di avere usato l’auto blu per un viaggio privato. Anche Genovese, nel 2005, è stato costretto a lasciare il comune per decadenza dall’incarico dopo che il Tar aveva accolto il ricorso del Nuovo Psi di Gianni De Michelis, escluso dalla competizione elettorale. A Siracusa Roberto Visentin (Pdl-Udc-Mpa) - 117 sezioni su 123 - è in vantaggio sul rivale del centrosinistra Roberto de Benedictis: 56,4% contro il 33,2%. Tutta ”in casa” centrodestra la sfida a Catania, dove Raffaele Stancanelli (Pdl-Udc e Mpa) - 47 sezioni su 335 - è a quota 49,18% contro il 27,52% di Nello Musumeci (la Destra), solo terzo Giovanni Burtone (Pd) con il 18,94%.

 

FONTE TgCom.it

 


BUON GIORNO ROMA: ALEMANNO SINDACO !!!

28 Aprile, 2008

ALEMANNO SINDACO DI ROMA !!!

Il vento soffia forte su ROMA, dopo 16 anni ininterrotti la capitale italiana passa al centro destra, il duetto VELTRONI-RUTELLI che in questi anni ha dato a ROMA solo notti bianche e feste mondane è stato pesantemente sconfitto dal popolo romano. La gente vuole una città più sicura e più pulita, la gente vuole poter andare in giro la sera in assoluta tranquillità senza indossare i braccialetti di RUTELLI… ROMA S’E’ DESTA, ANZI S’E’ DESTRA…

 


Elezioni 2008: NASCE LA TERZA REPUBBLICA…

15 Aprile, 2008

STRAVINCE BERLUSCONI, TRIONFA LA LEGA, SCOMPAIONO I COMUNISTI…

 

IL NUOVO SENATO

 

 PDL (144) + LEGA NORD (25) + MPA SUD (2): TOTALE 171 SEGGI

PD (116) + IDV (14): TOTALE 130 SEGGI

UDC: TOTALE 3 SEGGI

SVP (SUDTIROLER VOLKSPARTEI): TOTALE 2 SEGGI

SVP - INSIEME PER LE AUTONOMIE: TOTALE 2 SEGGI

VALLEE D’AOSTE: TOTALE 1 SEGGIO

LA NUOVA CAMERA

 

PDL (272) + LEGA NORD (60) + MPA SUD (8): TOTALE 340 SEGGI

PD (211) + IDV (28): TOTALE 239 SEGGI

UDC: TOTALE 36 SEGGI

 


Elezioni 2008: BERLUSCONI VINCE, SCOMPARSI I COMUNISTI…

14 Aprile, 2008

Lo spettro dell’anti politica e dell’astenzionismo è stato smentito, il dato finale sull’affluenza al voto dimostra che rispetto a 2 anni fa c’è stata una flessione di soli 4 punti. Gli Exit Poll iniziali sono stati smentiti nuovamente e clamorosamente dopo il 2006, il divario fra il PDL ed il PD non era del 2% ma molto e molto di più. Berlusconi non solo ha vinto alla Camera dei deputati (46,3% contro il 37,9%) ma ha ben vinto al Senato strappando alla sinitra diverse regioni in bilico che ora sono in mano al Cavaliere. Non erano ancora le 20.30 quando lo stesso Walter Veltroni ha dovuto ammettere pubblicamente la sconfitta senza nemmeno dover aspettare la tarda notte per avere la certezza della cosa. Anche Casini ha fatto gli auguri al Cavaliere nella speranza che adesso ben governi l’Italia, avendo una buona maggioranza al Senato a prescindere dai senatori a vita e dai senatori eletti all’estero che ancora si sconoscono. Nessun pareggio quindi, nessuna astenzione di massa ma un risultato chiaro e limpido a favore di Berlusconi che però ha visto la Lega raddoppiare i suoi voti e diventare così determinante per il governo del paese. Il risultato più clamoroso però riguarda la Sinistra l’Arcobaleno (somma di PRC + VERDI + COMUNISTI ITALIANI + Sinistra Democratica) che non ha ottenuto nemmeno un senatore e a quanto sembra nemmeno un deputato non avendo raggiunto lo sbarramento del 4% nazionale. Bertinotti, Mussi, Pecoraro Scanio, Di Liberto e compagni non saranno rappresentati nel prossimo parlamento e staranno tutti fuori dalle istituzioni, una vera sconfitta che ha visto ottenere meno di un quarto dei voti presi alle precedenti elezioni del 2006. Con una sola elezione sono scomparsi del tutto i comunisti ed i verdi dal parlamento, c’è già chi paventa un terribile pericolo per la nascita di movimenti extra parlamentari. Con molta probabilità la Sinistra Arcobaleno non diventerà nemmeno un partito visto che già Di Libero ha dichiarato chiaramente che intende ritornare al suo vecchio simbolo con la falce e il martello. Enrico Boselli dei Socialisti si è già dimesso dal ruolo di segretario del suo partito, nemmno LA DESTRA di STORACE ce l’ha fatta a raggiungere lo sbarramento e rimarrà fuori dal parlamento. Stiamo a vedere i prossimi sviluppi.


La vera risposta a Berlusconi e Veltroni ed i loro INNI…

8 Aprile, 2008

Altro che inno del PD e di Walter Veltroni, anche che MENO MALE CHE SILVIO C’E'… Ecco il vero video su questa campagna elettorale. Il video di tanti giovani ce sanno benissimo che chiunque vinca fra Francia e Spagna tanto non si magna… Ecco a voi…

 

ACCONTENTATI:

http://it.youtube.com/user/accontentati

 

img247/3963/logoiphoneipodcom2sb4.jpg

 

 


Elezioni regionali - Sicilia 2008 - Fac Simile Scheda Elettorale Verde

7 Aprile, 2008

Ecco quale sarà la schede verde che gli elettori siciliani si troveranno nelle urne di domenica prossima. Dovranno mettere una X sul nome prestampato del candidato alla presidenza della Regione Siciliana ed una X su uno dei simboli sulla sinistra (Amici di Grillo, Udc, Mpa, Pdl, La Destra, Di Pietro, PD, Sinitra Arcobaleno etc… etc….). Accando al simbolo della lista che abbiamo scelto potremo scrivere anche il candidato di quella lista che preferiamo, quello sarà il nostro candidato scelto per il parlamento regionale siciliano. Se si vota per una lista senza segnare alcun candidato presidente, quel voto si estenderà in automatico al candidato presidente legato a quella lista.


SONIA ALFANO: Una candidata scomoda per il potere…

31 Marzo, 2008

Manifesto elettorale

Segnare con una X il nome stampato sulla scheda verde: SONIA ALFANO


(Elezioni 2008) VELTRONI SI ARRENDE: Vincerà Berlusconi…

30 Marzo, 2008

 

ANSA ROMA - “Ho preso un impegno per fare un grande partito, il Pd, e continuerò ad assolvere l’impegno preso il 14 ottobre con tre milioni e mezzo di persone, lo farò fino a quando non potrà essere superato da una scadenza analoga, fino ad allora ho il dovere etico di continuare a guidare il Pd”. Lo ha detto il leader dei Democratici, Walter Veltroni, replicando a chi gli chiedeva, durante una intervista a Sky tg24, che farà in caso di sconfitta del Partito Democratico alle elezioni. E’ stato “un grosso rischio”, ha aggiunto Veltroni, abbandonare i partiti più radicali in vista delle elezioni, ma penso fosse la cosa giusta.

“Il nostro è un modo nuovo di fare politica e campagna elettorale, rispetto alle parole d’odio invecchiate di quindici anni: si continua a ballare sul Titanic mentre il Paese avrebbe tutte le potenzialità per ripartire”. Così il leader del Pd, Walter Veltroni, incontrando militanti e sostenitori in uno dei gazebi allestiti per il Democratic-Day. Spiegando il significato del ritorno in piazza dei gazebi delle primarie del 14 ottobre, Veltroni ha spiegato che servono “a dare l’ultima spinta” prima del voto, “con lo stesso spirito e la stessa novità del 14 ottobre”.

“Non c’é nessuna possibilità che dopo il voto si crei un governo delle larghe intese”. A ribadirlo è il segretario e candidato premier del Pd, Walter Veltroni, partecipando al D-Day in un gazebo a piazza Fiume. “Non esiste nessuna coalizione - ha detto con forza Veltroni - e non esiste nessun governo delle larghe intese, ma esiste la necessità di fare con le larghe intese le riforme istituzionali”. Il leader del Pd ha di nuovo sottolineato il fatto che “chi vince, anche di un solo voto, governa”, che quello delle larghe intese è un tema che “non esiste” come non c’é nessuna possibilità di “inciucio”: “Ma le riforme - ha concluso - si fanno insieme”.

AVVENIRE: TONI SCONCERTANTI
Il giornale dei vescovi esorta i candidati a concentrarsi sui temi reali e lancia un appello per “restringere l’area dell’astensione”. “Non serve divagare, ideologizzare e gridare di più “, ammonisce il quotidiano. “Meglio cominciare una buona volta - sottolinea - a parlare chiaro”. “Basti pensare - prosegue - che i temi forti sono quasi esclusivamente quelli legati, udite, udite, alla ‘par condicio’ e agli stucchevoli interrogativi intorno al duello tv tra i principali contendenti Silvio Berlusconi e Walter Veltroni”. “Un paio di settimane fa - osserva ‘Avvenire’ - avevano provato a sollecitare da parte di tutti i candidati premier un’operazione trasparente che desse la possibilità a cittadini-elettori di rendersi conto di come si vorrebbe finanziare le detassazioni e gli aumenti pensionistici fatti balenare in programmi e comizi. Inutilmente”

BERLUSCONI: VINCEREMO, NO A LARGHE INTESE

“I sondaggi in nostro possesso ci danno un margine più che tranquillizzante anche al Senato: da 28 a 30 e più senatori. Quindi niente larghe intese, niente grande coalizione, niente di niente. Chi prende più voti, e più seggi, ha il dovere di governare”. In una intervista al Quotidiano nazionale- Il Resto del Carlino, il leader del Pdl Silvio Berlusconi delinea gli scenari del dopo elezioni e rilancia i temi al centro della campagna elettorale
— ALITALIA- “Il mio appello a tutti gli imprenditori ha già impedito la svendita d Air France, come voleva il Governo, che invece ha dovuto prendere atto che la trattativa con la compagnia francese non era l’unica possibile.
— PENSIONI - La nostra proposta prevede un meccanismo di adeguamento al costo della vita per chi dispone di un reddito massimo di mille euro al mese, non certo, come è stato scritto in malafede, di portare il minimo a mille euro al mese, il che comporterebbe un costo per lo Stato di oltre 20 miliardi di euro. Veltroni invece ha promesso la luna ai pensionati, e tuttavia nel programma del Pd la parola pensioni non è neppure citata, forse perchè Veltroni è anche lui un pensionato, un baby pensionato della politica”
DUELLO IN TV CON VELTRONI - E’ impossibile farlo, a causa della legge sulla par condicio, una legge che la sinistra s’inventò ai tempi di Scalfaro per impedirmi di apparire in tv. Quella legge è ancora in vigore perchè l’Udc non ci consentì di abolirla.
— ECONOMIA - Faremo un piano casa per le giovani coppie; prevediamo sgravi fiscali per le aziende che assumono e meno tasse, così’ faremo ripartire l’Italia.

VELTRONI: LA PARTITA E’ APERTISSIMA, POSSIAMO VINCERE
“Una settimana fa avrei detto che la partita è aperta, adesso dico che la partita è più che mai aperta. Sono assolutamente ottimista. Sono loro che parlano di pareggio”. Il leader del Pd Walter Veltroni, in una intervista all’Unità dal titolo “L’Italia vuole speranza e non paura”, evoca gli ultimi giorni della campagna elettorale di due anni fa, e ne sottolinea le analogie, per quanto riguarda gli elettori indecisi. “Mi sono fatto portare i sondaggi del 2006 a 15 giorni dal voto. Erano proprio come adesso; secondo me, già allora, 15 giorni prima del voto, le cose non stavano come dicevano i sondaggi. Ora come ora posso dire che la situazione, a parti invertite, è molto migliore di allora; ci sono ottime possibilità di vittoria. —. ALITALIA - Sulla vicenda la gente pensa:c’è una grande confusione, c’è una seria trattativa in corso e improvvisamente è arrivata una proposta strumentale e vaga. La vicenda Alitalia spiega la filosofia economica della Destra. I liberali non hanno niente da dire? — IL DOPO ELEZIONI - Chi vince governa e se la situazione fosse di assoluto equilibrio, insieme si devono rapidamente approvare le riforme indispensabili. Se non c’è un sistema governabile, la colpa è della Destra. Anche Casini ha sbagliato. Se avesse rotto allora, invece di farsi mettere alla porta dopo, probabilmente oggi la situazione sarebbe diversa. — SOGLIA DEL SUCCESSO - Il dibattito sulla soglia del successo, al di sotto della quale il gruppo dirigente andrebbe a casa è iniziato su qualche giornale ed è finito. Non ci sono soglie, ci sarà solo da registrare che c’è un partito nuovo, anzi la più grande forza riformista che la storia politica italiana avrà conosciuto — POLEMICA SU VOTO DISGIUNTO - Accordi con la sinistra radicale? Non so cosa parli Berlusconi — MAFIA - La frase detta in Calabria ( mafia, camorra, ‘ndrangheta facciano quello che vogliono ma non votino il Pd, NdR) aspetto che la dicano anche gli altri.

di Yasmin Inangiray

ROMA - Il confrontro televisivo tra Berlusconi e Veltroni continua ad essere uno dei temi ‘caldi’ della campagna elettorale. E se Veltroni si dice disponibile ad un faccia a faccia con il Cavaliere (”Avrei voluto discutere di tutto in un duello tv”, dice il leader del Pd da Brescia) lo sfidante a distanza replica attribuendo la colpa del mancato faccia a faccia alla “divieto” imposto dalle norme della par condicio: “Una legge insulsa”. Una spiegazione, quella di Berlusconi, che non convince affatto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni: “Non c’é alcun divieto - controbatte il ministro del Pd - Berlusconi abbia almeno il coraggio di dire che ha paura”. In assenza del piccolo schermo però il confronto tra i due prosegue a suon di dichiarazioni. Veltroni, pur senza mai nominare il leader del Pdl, critica infatti la scelta dell’ex premier di non partecipare alla trasmissione tv ‘In mezz’orà: “E’ un atto di poca responsabilità”. A gettare benzina sul fuoco ci aveva pensato anche Enrico Mentana, annunciando la partecipazione nella puntata di Matrix dell’ 11 aprile dei leader di Pd e Pdl. In realtà, l’ex direttore del Tg5, pur dicendosi pronto ad ospitare un confronto diretto, precisa che l’annuncio riguardava la presenza, nella stessa puntata di due interviste separate ai due candidati premier. Chi invece ha già deciso che non farà nessuna conferenza finale è il premier uscente Romano Prodi: la scelta è dettata da “una semplice ragione di coerenza”. Il presidente del Consiglio ricorda infatti che due anni fa, quando il premier era Berlusconi “il Governo chiese di fare una conferenza, una trasmissione tv da parte del presidente del Consiglio. Io protestai - dice ancora Prodi - perché non mi sembrava coerente con la parità di condizioni. Stavolta mi sono trovato nella situazione opposta e già un mese fa dissi: non facciamola”. Una scelta che incontra il plauso di Massimo D’Alema e Rosy Bindi mentre, per Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi la scelta del presidente del Consiglio è condizionata da Veltroni: “Si tratta di un atto politico - attacca Bonaiuti - Veltroni non vuole che proprio l’ultimo giorno prima delle elezioni Prodi ricordi con la sua faccia agli italiani quanto è stato disastroso il governo della sinistra”. Convinto che Berlusconi debba affrontare Veltroni è il leader della Lega Nord Umberto Bossi che in un’intervista al Corriere non ha dubbi: il Cavaliere, dice “non dovrebbe rifiutare il confronto con Veltroni” perché aggiunge il Senatur “Berlusconi vincerebbe a mani basse. E’ il più simpatico e quando va in televisione scherza e non parla di politica”. La ‘colpa’ delle difficoltà nell’organizzare un duello tv è invece, secondo il senatore di Forza Italia Renato Schifani, da attribuire “ai limiti della legge sulla par condicio”. Pronto al duello è il candidato premier dei socialisti Enrico Boselli: “In Italia abbiamo più reti televisive che candidati premier, quindi non vedo il problema: perché io non posso sostenere un confronto con Veltroni o con Berlusconi”. Non si tira indietro nemmeno il candidato premier dell’Unione di Centro Pier Ferdinando Casini che pone però un unico paletto: ” Il confronto in Tv lo farei con Berlusconi perché Veltroni è la brutta copia di Berlusconi e io alla copia preferisco l’originale”. Chi non ha dubbi che il duello tv Berlusconi-Veltroni alla fine si farà è l’ex segretario dei Ds Piero Fassino: “Mi pare che in queste ore stiano maturando decisioni per definirne la data e l’ora”, dice Fassino, che definisce il confronto tra i due “non solo auspicabile ma scontato”.

VELTRONI ‘CHIAMA’ VOTO OPERAI: SERVE UN NUOVO PATTO SOCIALE

dell’inviata Chiara Scalise

BRESCIA - Walter Veltroni tenta un’altra impresa ‘impossibile’: andare alla riconquista della classe operaia. Ma non quella che fa fatica a mettere insieme il pranzo e la cena, bensì quella del Nord Est. Quella che fino a ieri aveva uno stipendio invidiabile ma che oggi, con la crisi che aleggia, stenta a arrivare alla quarta settimana, come riconosce il leader del Pd dal Palco della Conferenza operaia di Brescia. Ed è questa la ragione per cui, scandisce fra gli applausi, serve “un nuovo, grande patto sociale”. Il partito democratico vuole tutto fuorché ancorarsi a vecchi schemi ma questo non toglie, spiega Veltroni, che la sua identità resti chiara: è il partito del lavoro. In un mondo, dove lavoratori sono tutti: i colletti blu ma anche, sottolinea, gli impiegati, gli artigiani e i piccoli imprenditori. Una conferenza operaia quindi dove non va in scena il conflitto di classe. Ad ascoltare ci sono i tre leader sindacali (Epifani, Bonanni e Angeletti si intrattengono anche una mezz’ora in privato con il segretario del Pd) ma chi si aspettava attacchi al mondo dei ‘padroni’ ha evidentemente sbagliato indirizzo: l’unico limite, che tutti devono avere a mente - non si stanca di ripetere Veltroni - è il diritto alla sicurezza.

Per il resto, afferma perentorio il candidato premier, via libera anche a 1000 imprese al giorno. E allora sventolano le bandiere, bianche e verdi, e molti si alzano in piedi. Veltroni lo dice chiaro e tondo: l’Italia ha una priorità, si chiama salari. “Aumentare gli stipendi, ma anche le pensioni - dice - è la vera emergenza nazionale”. L’occasione è quella giusta per far sapere che ormai il disegno di legge sul compenso minimo è pronto. E se il Pd dovesse vincere sarà fra i primi provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri. Il messaggio che il leader del Pd vuole inviare è chiaramente di ottimismo: cambiare? Trasformare l’Italia in un Paese normale, dove il merito valga e dove l’ascensore sociale torni a funzionare? Non solo si può fare, ma lo “stiamo già facendo, e lo stiamo facendo - insiste Veltroni - tutti insieme”. Sì perché se la partita delle elezioni è incerta, una sfida è già vinta: “Creare una grande forza riformista”. Non solitaria, ma libera, spiega ancora Veltroni. Il che non vuol dire dimenticare che la competizione è aperta, né che rimontare resta una necessità. E così dal palco di Brescia il leader del Pd non risparmia fendenti al centrodestra: il Pdl è la “continuazione, stanca, di quanto abbiamo già visto nel 2001, nel 2002…fino alla primavera del 2006″. E cosa hanno saputo fare? “Poco, niente”: anzi dopo “l’eroica avventura dell’euro fatta da Prodi non hanno fatto l’unica cosa davvero necessaria: controllare che i prezzi non impazzissero”.

E poi Alitalia, la politica estera tutta da rifare (hanno fatto “un’icona di Bush, unici nel panorama delle destre europee”, afferma sarcastico): l’elenco degli errori è lungo. E allora scatta l’appello: “Gli operai sono persone concrete e sanno che l’esito delle elezioni dipenderà anche dal loro voto. E dal loro voto - conclude il candidato premier - dipende il loro futuro”. La partita è ancora aperta, fa sapere poi in serata da Latina, e la vittoria sbandierata da Berlusconi sulla base dei sondaggi non è reale: “Quelli del 2006 - ricorda - davano l’Unione davanti di sei punti, ma non si sono realizzati”. E il voto degli indecisi, avverte, si sta spostando verso il Pd.

BERLUSCONI A VELTRONI, SCHIZZINOSO SU CRIMINE MA DS NO

dell’inviato Marcello Campo

CATANZARO - “Peccato che 3 anni fa il suo partito non sia stato così schizzinoso…’”. Così Silvio Berlusconi da Catanzaro risponde a brutto muso al leader del Pd, Walter Veltroni, che ieri, a Reggio Calabria, aveva detto che la ‘ndrangheta non deve votare per il Pd. Nel teatro comunale, nel corso di una conferenza stampa piu’ simile però a una manifestazione elettorale, Silvio Berlusconi attacca il centrosinistra, a partire dalla giunta calabrese e quella campana, sul fronte della lotta alla criminalità. “Io non posso che confermare cosa dissi nel ‘94 a Palermo: ogni nostro voto sara’ usato per combattere la mafia. Nessuno è in grado di darci lezioni”. Secondo il Cavaliere, infatti, dopo il voto del 13 e 14 aprile il centrodestra si impegnerà a cancellare “gli emblemi negativi”, rappresentanti dalla giunta di Bassolino e di Loiero. La lotta alla criminalità organizzata, dice, passa anche dalla battaglia degli imprenditori contro il pizzo. E su questo punto un cronista chiede a Berlusconi il suo giudizio sul differente atteggiamento assunto dalla Confindustria siciliana, schierata a fianco di chi non paga, e quella calabrese che protesta contro l’inefficienza dello stato ricordando che loro “non possono essere avamposto della legalità”. “Secondo me - risponde Berlusconi - hanno ragione tutti e due. Perché le imprese possano avere comportamenti coraggiosi é necessario che lo stato stia al loro fianco, cosa che finora non è accaduto”. Sempre in polemica con la giunta calabrese, Berlusconi annuncia che se dovesse andare al governo valuterà l’ipotesi di un suo scioglimento, un’amministrazione che, ricorda: “é per due terzi formata da indagati o inquisiti”. Dopo aver ribadito che la cordata italiana su Alitalia “é ormai nei fatti” e che “non è più affar suo ma la palla è nelle mani degli imprenditori”, Berlusconi parla anche di duello tv: “Quello con Walter Veltroni è un confronto impossibile perché vietato dall’attuale par condicio, una legge insulsa. Se Veltroni concedesse a me tale possibilità, dovrei avere più di 100 confronti con candidati premier”. Ma Berlusconi, sottolinea che certamente non teme Veltroni: “Figuriamoci se ho paura, con Veltroni sarebbe molto facile metterlo a terra. E’ uno di parole, io di fatti”. In un clima di grande calore c’é anche una giornalista di colore di una televisione locale estasiata dal Cavaliere: “Mi conceda di dirle che è bellissimo”. “Cara signora - risponde il Cavaliere - riceverà un mio segno di ringraziamento”. Berlusconi conferma di essere certo della vittoria: “Se tutti gli annunci di avvicinamento fatti da Veltroni - scherza - fossero veri a quest’ora il Pd sarebbe avanti 130 a 100″. I sondaggi, dice più tardi dal palco del comizio di Cosenza, dicono che ha “la vittoria in tasca”. E così può permettersi di scherzare sul suo avversario Veltroni: “Non trattatelo male, gli hanno affidato un compito impossibile”. Sicuro della vittoria, però lancia un’allarme e lo rivolge soprattutto ai mass media: “In tantissimi - dice a Catanzaro - non conoscono gli effetti di questa legge elettorale. I media dovrebbero informare meglio su questo punto, altrimenti potremmo arrivare a risultati che non corrispondono alla reale volontà degli elettori”. Al termine della conferenza stampa-iniziativa elettorale, Berlusconi esce dal teatro circondato da una grande folla che riempie la piazza e lo saluta con grida da stadio. Lui non si sottrae è microfono in mano, improvvisa l’ultimo comizio: “sono convinto che il 13 e 14 aprile l’Italia volterà pagina. In quel caso - conclude tra gli applausi - vi garantisco un’attenzione particolare ai problemi della Calabria, a partire dal ripristino della legalità e dalla riapertura dei cantieri per le strade, le infrastrutture e il ponte, chiusi dalla sinistra”. La giornata elettorale, iniziata in Sicilia e proseguita in Calabria, sta per concludersi col comizio a Cosenza.

CASINI: SENZA PAR CONDICIO SAREMMO IN DITTATURA

ROMA - “Senza la par condicio oggi saremmo già virtualmente in una specie di dittatura della comunicazione politica”. Lo dice Pierferdinando Casini in un’intervista sul nuovo numero del mensile free press Pocket. “Accettarne l’abolizione - prosegue - sarebbe stato il vero marchio d’infamia. Anche se sui limiti dell’applicazione di questa legge tutti gli italiani si sono fatti un’idea guardando ogni sera la tv e la sproporzione della presenza dei partiti maggiori. Ma questo non ci spaventa perché arriveremo agli italiani nonostante Rai e Mediaset”. Dei salotti televisivi che parlano di politica Casini dice: “Io non mi lamento - dice - semplicemente, mi secca non avere il tempo o l’opportunità per articolare la mia proposta. Non vorrei insegnare il mestiere a nessuno, ma ho l’impressione che a volte i giornalisti sottovalutino l’intelligenza degli spettatori, così come certi politici sottovalutino quella degli elettori. Spesso - conclude - in tv si fa gossip politico invece di parlare delle cose serie e delle proposte per tirare fuori l’Italia dalle secche”.


VELTRONI vs. BERLUSCONI, lo scontro sarà da MATRIX !!!

29 Marzo, 2008

 

L’atteso scontro televisivo tra Veltroni e Berlusconi ci sarà!

Venerdì 11 Aprile su canale 5, una puntata speciale di MATRIX… Lo annunciato ieri sera lo stesso Mentana in tv. Lo scontro avverrà quindi in extremis a pochi minuti dal silenzio elettorale imposto per legge….


Elezioni 2008: vi spiego come cambiare il risultato finale…

29 Marzo, 2008

Mi ha scritto “FreeVoice” in un commento ad un altro mio articolo su questo blog e mi ha suggerito un sistema semplice ma clamoroso per sovvertire il risultato elettorale del 13 e 14 aprile… Altro che sondaggi scontati e la casta che spreca soldi alla faccia nostra… Altro che astensionismo che non fa paura a nessun politico, altro che schede bianche o nulle… Vi riporto pari pari quello che mi ha scritto:

Pochi lo sanno ma la legge prevede la possibilita’ di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale. Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale. Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto. Nessun media (chiaramente) ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano gia’ fatti, come al solito la gente andra’ a votare il “meno peggio”.

Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un certo numero ( cosa mai successa nelle elezioni italiane) la casta avrebbe “qualche
problema” nell’assegnare i seggi vuoti e i media saranno obbligati a parlarne. Fate girare questa mail il piu’ possibile, e’ l’unica maniera per fare sentire la voce di tutti quelli che vogliono un sistema con persone veramente nuove e non un branco di professionisti della politica che rubano soldi parlando di niente. L’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione. Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede. Altresì le schede bianche e nulle, fanno si
percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza…. (per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio del PDL).

Esiste però un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza. E’ infatti facoltà dell’elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L’ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es.: ‘Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta’).